Mercato casa ko: -50% in 8 anni

I più ottimisti, come gli esperti dell’Ufficio Studi di Tecnocasa, parlano di un calo dei prezzi di vendita contenuto entro il 2%. Ma ci sono anche altri che azzardano una discesa tra il 3 e il 5 per cento.

Dopo un difficile 2012, lo scenario del mercato immobiliare si profila ancora molto incerto. La ripresa economica, se ci sarà, potrebbe restituire fiducia ai compratori e, nello stesso tempo, muovere il settore delle compravendita, da troppi anni fermo al palo. Compreso l’ultimo anno. «Nel 2012 c’è stato un calo delle transazioni pari al 20% – conferma Guido Mari, presidente della Fiaip (federazione italiana agenti immobiliari professionisti) della provincia di Imperia - i dati ufficiali non ci sono ancora ma sono convinto che non si andrà lontano da questa stima». Il problema più drammatico, per l’intero comparto immobiliare ponentino, è che il calo, pur netto, è soltanto l’ultimo di una serie. «A livello nazionale – prosegue Mari – i dati dell’Agenzia del Territorio ci dicono che dal 2006 a oggi le compravendite si sono dimezzate: da 900 mila a 450 mila. Qui da noi, dati alla mano, il crollo è stato un po’ meno fragoroso ma c’è stato ugualmente».

Guardiamole, le statistiche ufficiali dell’ultimo decennio.Nel 2004 le transazioni furono 4849, nel 2005 4672 e nel 2006 4771. Tre anni di tenuta, con numeri decisamente positivi. Nel 2007 le prime avvisaglie della crisi: 4170 contratti. Dal 2008 in poi è stato uno stillicidio: si parte da 3805 case vendute in un anno per passare alle 3358 (2009), 3132 (2010), poi lieve ripresa con 3272 nel 2011. E il 2012? «Saremo sui 2500 o giù di lì». Un calo del 50% in soli otto anni. Un’enormità. «Nonostante questo panorama così fosco – cerca di essere ottimista Mari – resta il fatto che l’interesse per la casa, soprattutto la prima, resiste. Non c’è più la corsa di qualche anno fa ma la gente ha voglia di alloggio. Deve fare i conti, però, con una realtà difficile: bassa disponibilità economica a livello di reddito, accesso complicatissimo a mutui e prestiti bancari. Anche se il vero ostacolo per il compratore è il prezzo di vendita delle case: troppo elevato. Il mercato è bloccato per questo motivo. I venditori non riescono a capire, nonostante i nostri sforzi, che i prezzi di richiesta vanno diminuiti. Il mercato li ha già “abbassati” del 15-20 per cento. Ma occorre scendere ancora, non c’è niente da fare».

Colpa della “bolla immobiliare” di inizio-metà anni Duemila. «Lì i prezzi sono “esplosi” - puntualizza Mari – ma la realtà non era e non è quella. Negli anni successivi all’entrata in vigore dell’euro le pretese in denaro di chi vendeva erano doppie rispetto a pochissimo tempo prima. Ma era irrealtà, quella. Se i proprietari non capiscono che c’è un disallineamento dei prezzi rispetto all’economia reale, il mercato non si sbloccherà». Il problema è convincere questi signori a scendere di prezzo. «Non è facile – conclude Mari – ma chi è “cocciuto” ci rimette: sa quanti alloggi sono stati venduti, due anni dopo, a cifre ben più basse di quelle che erano state offerte, e puntualmente rifiutate, in precedenza? Arma di Taggia è l’esempio lampante di questo “stallo”: lì ci sono tantissimi appartamenti invenduti per richieste troppo esose».